L’importanza di comunicare anche nei periodi di crisi

Smettere di comunicare equivale a sparire. Al contrario, un brand che continua a investire nella comunicazione, mentre i competitor scelgono il silenzio, conquista un vantaggio competitivo straordinario
L’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran sta dando a molti italiani la sensazione di trovarsi davanti a uno scenario già vissuto. Torniamo, così, agli anni ’70 quando, all’indomani della guerra del Kippur tra Israele e i Paesi Arabi, l’Italia e gran parte dell’Occidente si trovano ad affrontare una pesante crisi energetica. È l’epoca della cosiddetta austerity, durante la quale il governo italiano ha introdotto una serie di misure pensate per ridurre il consumo energetico. Chi l’ha vissuta ricorderà sicuramente le domeniche a piedi, le targhe alterne, le vetrine spente e persino i limiti di velocità ridotti per risparmiare ogni goccia di carburante.
Oggi, ad oltre cinquant’anni di distanza, le tensioni internazionali stanno nuovamente provocando l’aumento dei prezzi di petrolio e gas, scatenando un effetto domino che non si limita solo settore energetico ma travolge l’intera economia.
In un contesto così instabile, è naturale che la prima reazione sia la prudenza.
Marketing e comunicazione: cosa fare in tempi di crisi?
L’incertezza ci spinge a ricalibrare le spese e a mettere in pausa gli investimenti. Tuttavia, per un’azienda, questa ritirata può rivelarsi un errore fatale. Smettere di comunicare con il pubblico e con il mercato equivale a sparire. Al contrario, un brand che continua a investire nella comunicazione, mentre i competitor scelgono il silenzio, conquista un vantaggio competitivo straordinario. In un mercato improvvisamente più silenzioso, la voce della tua azienda può acquisire una forza unica.
A tal proposito, facciamo nuovamente un passo indietro agli anni ’70 per vedere l’esempio di un’azienda che ha saputo cogliere le possibilità nascoste in un periodo difficile. È il caso di Barilla, che, come molte altre imprese dell’epoca, si trovava a dover affrontare l’aumento dei costi delle materie prime. Invece di limitarsi a tagliare i costi, l’azienda ha avuto il coraggio di reinventarsi, puntando sulla diversificazione dell’offerta. E così, da quella che sembrava essere una mossa forse troppo azzardata, nel 1974 nacque Mulino Bianco, la linea di prodotti da forno che nel giro di pochi anni diventò leader nel suo settore.
Nel contesto storico che stiamo attraversando ora, le aziende devono trarre ispirazione da casi come quello di Barilla, che è stata capace di trasformare un periodo di crisi in opportunità. Nei momenti difficili, può essere necessario rivedere il proprio posizionamento, modificare prodotti e servizi, oppure sperimentare nuove direzioni. Ma una cosa non deve mai fermarsi: la comunicazione. È fondamentale continuare a parlare in modo costante al proprio pubblico, mantenere viva la propria presenza sul mercato e dimostrare di esserci, proprio quando molti altri scelgono di tacere. Così facendo, quando il periodo di crisi finirà, il tuo brand sarà già in prima linea e non dovrà sprecare tempo a recuperare il terreno perso. Non si tratta di ignorare le difficoltà, ma di affrontarle in modo strategico.
Per riassumere, i punti chiave sono tre:
- Non fermare mai la comunicazione, mantieni sempre costante il dialogo con il tuo pubblico e il mercato;
- Trasforma i periodi di crisi in opportunità di crescita e sviluppo per la tua azienda;
- Sfrutta il silenzio della concorrenza: quando gli altri si fermano, il tuo messaggio corre al doppio della velocità.
Ignorare queste indicazioni ti espone al rischio di commettere alcuni degli errori più frequenti nella comunicazione, tra cui non farla e non avere una strategia. Questi sono solo due dei temi già trattati nella nostra rubrica “Gli errori da non fare quando si fa comunicazione”, mantenuta sempre aggiornata con nuovi contenuti per aiutarti a comunicare in modo efficace.

