Oltre 3 giovani su 4 ancora oggi continuano a fare shopping nei negozi fisici. Nonostante l’era digitale, il 45% dei ragazzi tra i 17 e i 25 anni predilige lo store tradizionale rispetto al 32% che sceglie l’online. Il ritorno al “reale” è guidato dal bisogno di provare i prodotti e dalla ricerca di socialità. I negozi diventano luoghi “instagrammabili” dove l’allestimento conta per il 12% dei clienti, trasformando l’acquisto in un contenuto da condividere. Questa generazione agisce come opinion leader: 7 giovani su 10 influenzano gli acquisti familiari. Tuttavia, persiste un paradosso lavorativo: 4 su 10 scartano a priori una carriera nel retail, spesso ignorando le opportunità manageriali e retributive del settore. In breve, la Gen Z cerca nel negozio reale un’esperienza che vada oltre lo schermo.
Il rapporto tra Gen Z e consumi emerge dall’Osservatorio Giovani & Retail 2026, una ricerca realizzata da Skuola.net insieme a Noi Distribuzione, promosso da Federdistribuzione. L’indagine si basa su un campione di 1.000 giovani tra i 17 e i 25 anni.
Online vs. negozi fisici: i dati
La generazione nata nel mondo digitale non rinuncia allo shopping online infatti il 45% di loro come detto sopra preferisce il negozio fisico come il proprio canale d’acquisto preferito, affiancato quasi in egual misura, nel 32% dei casi, dall’online. In particolare dipende molto dal tipo di prodotto che si acquista: si preferiscono i negozi per comprare l’abbigliamento (70%), i generi alimentari (62%) e prodotti cosmetici e per la cura della persona (44%). Invece si opta per l’online per acquistare articoli dedicati a hobby e tempo libero (52%), abbigliamento (48%), e tecnologia ed elettronica (38%).
Le principali ragioni che spingono i giovani a varcare la soglia dei negozi sono prima di tutto il prodotto, e cioè l’opportunità di poterlo provare (53%) e l’ampia scelta (43%), i prezzi e le promozioni (24%) a seguire il fattore della socialità, quindi la possibilità di fare acquisti con le altre persone (14%) e la relazione con il personale del punto vendita (14%).


