I 10 errori da non fare quando si fa comunicazione: il terzo errore

Il terzo errore da evitare: il fai-da-te
Ormai lo avrete capito: il mondo della comunicazione non è tutto rose e fiori.
Gli errori sono sempre dietro l’angolo, alcuni insegnano, altri diventano opportunità… e poi ci sono quelli che sarebbe meglio non incontrare proprio.
Vi diamo quindi il benvenuto nella rubrica che esplora i 10 errori da non fare quando si fa comunicazione (in realtà dobbiamo confessare che saranno più di dieci, ma parlare di top 10 suona decisamente meglio). Con i nostri must-do e, soprattutto, must-don’t vogliamo aiutare chi è appena sbarcato nel mondo della comunicazione, ma anche chi ha già esperienza e vuole raccontare in maniera più consapevole la propria azienda.
Abbiamo già visto l’errore numero 1 e numero 2, proseguiamo con il terzo!
ERRORE NUMERO 3: IL FAI-DA-TE
“La mia azienda la conosco meglio di chiunque altro. So qual è il mio valore, i miei prodotti, la mia morale, perché dovrei spendere soldi per farmi conoscere? È un costo extra, posso farlo da solo.”
Peccato che nella pratica funzioni un po’ come la lavastoviglie rotta che decidi di aggiustare da solo: cassetta degli attrezzi alla mano, tutorial aperto su YouTube e un intero sabato mattina passato a smaneggiare. La cucina, intanto, diventa un campo di battaglia, con tubi e pezzi elettrici sparsi ovunque e con un’acqua dal colore sospetto. Conclusione: il lunedì la lavastoviglie è ancora rotta e ci deve pensare il tecnico, che, oltre al costo della riparazione, aggiunge anche quello per rimediare ai tuoi danni.
E se non sei convinto, ti faccio un altro esempio: hai presente quando ti viene in mente di farti la tinta ai capelli in casa (e se non è capitato a te, di certo è successo a una tua amica)? Ti senti invincibile, con la tua confezione di tinta pagata 3 euro al supermercato, con la convinzione di fare il colpo del secolo. Quello che non sai è che, nel giro di poco tempo, ci sarà della tinta sparsa ovunque e asciugamani da buttare, per non parlare dei capelli: definirli da incubo è un complimento. E anche qui la conclusione è sempre la stessa: appuntamento urgente dal parrucchiere.
È chiaro che il terzo errore da non commettere è quello del fai da te.
Stiamo parlando della grande moda del DIY (do it yourself) che, negli ultimi anni, promette di farci risparmiare e, nel frattempo, regalarci anche un nuovo hobby. Possiamo cucire da soli le nostre camicie, ridipingere le pareti di casa, montare un armadio, ma quando si tratta di comunicazione d’impresa il fai-da-te smette di essere una soluzione e diventa un rischio.
Ti senti un genio mentre dici: “La faccio da solo la mia comunicazione… con i social”, pensi di risparmiare tempo e soldi ma, credimi, ti sbagli: ottieni esattamente il risultato contrario. Nella prima puntata di questa rubrica dicevamo che, se non comunichi chi sei, quando la tua vetrina verrà coperta sarai morto per sempre… chi, invece, ha riempito la sua vetrina di tante cose, ma fatte male, forse non sparirà, ma di certo verrà ricordato per quello che ha voluto arrangiarsi da solo… ed è pure peggio.
Comunicare da soli spesso significa trasmettere il messaggio sbagliato, raccontare di sé troppo poco o arrivare troppo tardi. Si inciampa anche nella scelta dei canali: si pensa che basti un profilo social aggiornato ogni giorno per mesi, quando magari due mesi al cinema, nel contesto giusto, possono fare molto di più. La verità è che una comunicazione d’impresa, quando è ben progettata, è chiara, diretta, efficace.
Tu, che conosci la tua azienda, sai chi sei e cosa vuoi, non commettere l’errore di pensare che affidarsi a un professionista sia superfluo: in realtà è il miglior modo per far sì che il mondo ti conosca esattamente per come vuoi essere conosciuto. I consulenti di Publimedia sanno trasformare la tua visione in una narrazione capace di illuminare la tua azienda e i suoi prodotti, facendoli diventare parte integrante del territorio.
La comunicazione, quella vera, non è un hobby: rivolgiti a chi la fa di mestiere.

