Un brand deve continuare a comunicare anche col rischio di “fallire”

L’errore più comune che può fare un brand è quello di smettere di comunicare
La pianificazione lineare della comunicazione aziendale o di un brand oggi è molto più fragile rispetto al passato, a causa dell’instabilità e incertezza dei mercati e delle crisi economiche attuali. Nella fase che l’Economist ha definito l’era dell’incertezza, la strategia comunicativa rischia di sprofondare sotto il peso della contingenza. È quanto si legge in un articolo pubblicato recentemente da DataMediaHub. L’errore più comune che può fare un brand, tuttavia, è proprio quello di smettere di comunicare.
Come contrastare il fenomeno del “going dark”
Il fenomeno del “going dark” – e cioè il fatto che le aziende si illudono di proteggersi dall’errore, smettendo di comunicare – deve quindi essere contrastato: i dati mostrano fino al 13% di brand equity in meno dopo sei mesi di silenzio. Questa prassi non permette di fare investimenti a lungo termine, per paura infatti si procede passo dopo passo, lentamente.
Verso un approccio flessibile
In realtà il consiglio per una comunicazione efficiente è quello di non pianificare rigidamente, ma adottare un approccio flessibile: provare, sbagliare, correggere. L’incertezza è più di un rischio: può diventare una risorsa, se gestita bene. Per i professionisti del marketing il messaggio è chiaro, bisogna lasciarsi andare e navigare senza pensare oltre. Da un’indagine annuale, la CMO Survey 2025, sponsorizzata dalla Duke University, Deloitte e dall’American Marketing Association, emerge che il 44% dei responsabili marketing ha ridotto i budget nell’ultimo anno, a causa delle pressioni inflazionistiche e della cautela economica. Tuttavia per il domani, bisogna imparare a convivere con l’incertezza e la possibilità di sbagliare.

