L’Ordine dei Giornalisti richiama: è essenziale distinguere l’informazione professionale dalla pubblicità

La qualità e l’attendibilità restano pilastri fondamentali per il futuro dell’informazione
Non è consentito trasformare i contenuti giornalistici in veicoli di marketing, se non per finalità sociali o umanitarie e mai a fini di lucro. La qualità e l’attendibilità restano pilastri fondamentali per il futuro dell’informazione. Lo afferma il presidente nazionale, Carlo Bartoli, in un appello che invita tutti i colleghi a vigilare contro pratiche editoriali scorrette (fonte www.odg.it): “Ribadisco l’invito a tutti i colleghi a porre la massima attenzione a fronte delle pratiche editoriali scorrette che tendono a confondere l’informazione giornalistica con la pubblicità. L’informazione professionale ha un futuro solo se punta sulla qualità e l’attendibilità, non certo se diventa veicolo di marketing”.
Il Codice deontologico è molto chiaro: non si possono trasformare i contenuti giornalistici in veicoli di marketing
“Ai giornalisti – prosegue -non è consentito fare pubblicità, se non per scopi sociali, umanitari e non a fini di lucro. Il Codice deontologico è molto chiaro su quest’aspetto che sta diventando rilevante sia nelle grandi che nelle piccole testate. Voglio ringraziare i Comitati di redazione per il crescente impegno a garantire l’autonomia e l’autorevolezza delle testate in cui lavorano. Ultimo caso la protesta del Cdr del Corriere della Sera per l’intervista a Jannik Sinner in cui erano ampiamente evidenziati gli sponsor del tennista. Ricordo anche che eventuali contestazioni disciplinari sono di competenza esclusiva dei Consigli di disciplina territoriali e, in seconda istanza, del Consiglio di disciplina nazionale”.
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