20° Rapporto del Censis: la tv mantiene primato, avanzano i siti d’informazione online

L’impatto dei media nel quotidiano: i siti web di informazione locale e tradizionale passano dal 58,1% al 61,0%, evidenziando dunque una crescita
Quanto influisce l’impatto dei media nella vita delle persone? Secondo il 20° Rapporto del Censis dal titolo “I media e la libertà” e pubblicato a fine marzo, gli italiani preferiscono i media digitali: internet e i social primeggiano, surclassati solo dalla televisione, che è stata guardata nel 2024 dal 94,1% delle persone. Il Censis registra la crescita del mezzo smartphone del +1,2%, raggiungendo l’89,3%. Anche i social aumentano e nell’ultimo anno fanno un salto di +3,3%, arrivando al 85,3%.
Crisi invece per la categoria influencer, che dopo la crisi del PandoroGate, perdono follower. Analizzando i dati della spesa mediatica, libri e giornali sono in contrazione del -37,6% rispetto al 2007, mentre i servizi di informazione e comunicazione crollano del -25,9%.
Che valore ha l’informazione per gli italiani?
I quotidiani online raccolgono il 30,5% degli italiani, mentre i siti web di informazione locale e tradizionale passano dal 58,1% al 61,0%, evidenziando dunque una crescita. I primi canali affidabili di news per la maggior parte degli italiani rimangono comunque quelli tradizionali: i telegiornali, i siti e giornali locali e Facebook. La metà degli italiani però pensa che anche se questi sono autorevoli non sono imprescindibili e considerano valida anche l’informazione online.
A prescindere dai dati, l’informazione, anche se sembra contrarsi di anno in anno, rimane fondamentale e interessa l’85% degli italiani e l’80% dei giovani. Il “dovere” di informarsi rimane imprescindibile, ma cambiano molto i canali di comunicazione usati.
Il mondo cartaceo si riduce
Nel 2024 si è toccato il picco minimo dei lettori, con una contrazione del -45,3% dal 2007: solamente il 21,7% degli italiani acquista e fa riferimento alla stampa tradizionale. I lettori settimanali scendono del -2,2%, arrivando al 18,2%, mentre i mensili sono gli unici stabili (16,9%).

