Mondo degli influencer in crisi: fatturati giù e cala la fiducia dei follower

I follower sembrerebbero non avere più tanta fiducia nei loro influencer di punta, che, come contestato dall’Antitrust, offrirebbero a pagamento metodi per ottenere guadagni sicuri sulla falsariga del modello vincente che direbbero di incarnare
Il grande impero degli influencer costruito negli anni su migliaia di contenuti, foto e video si sta repentinamente sgretolando. Tra appelli e denunce da parte degli utenti dei social, che contesterebbero agli influencer di diffondere metodi di lavoro contestabili per ottenere guadagni facili, si aggiungono ora anche i paletti imposti dall’Antitrust, che negli ultimi tempi ha avviato sei procedimenti istruttori nei confronti di sei influencer che promettevano entrate certe. In particolare “pubblicherebbero, tramite piattaforme social e siti internet, foto e/o video in cui offrono a pagamento metodi per ottenere guadagni facili e sicuri sulla falsariga del modello vincente che direbbero di incarnare”. Peraltro i sei influencer, stando a quanto riportato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, “non risultano utilizzare alcuna dicitura di advertisement che informi il consumatore della natura pubblicitaria dei contenuti, né evidenziare in modo adeguato elementi rilevanti per le decisioni di acquisto come il costo dei beni e/o servizi offerti, l’identità e/o il recapito della società”.
Altri influencer sotto accusa per non aver usato alcuna dicitura che evidenzi la natura commerciale dei contenuti
L’Autorità ha anche avviato quattro iniziative di “moral suasion” nei confronti di altri 4 influencer perché pubblicherebbero su Instagram foto e video “mettendo in evidenza brand, hotel e altre strutture turistiche, con le quali si ritiene possano intrattenere rapporti commerciali, senza utilizzare alcuna dicitura che evidenzi la natura promozionale di questi contenuti”. “Vanterebbero inoltre una popolarità che potrebbe essere falsata da un considerevole numero di follower non autentici sul proprio profilo Instagram”.
Fatturati a picco
Questo momento di crisi di fiducia è evidenziato da una notevole calo di fatturato: i compensi su Facebook nel 2024 si sono ridotti (-47%), mentre su TikTok e YouTube siamo a -20%. Un grosso problema per i tanti giovani e giovanissimi che condividendo post e contenuti sui social avevano iniziato a guadagnare e fare di questa attività una vera e propria fonte di reddito.
Dopo il caso Ferragni, un settore cresciuto nella più completa mancanza di regole, e forse proprio grazie a questa “libertà”, si trova a chiedere certezze. Il legislatore stesso naviga in acque ancora poco conosciute e fa fatica a stare dietro a un fenomeno sempre in continuo cambiamento.
Mancano codici di condotta e linee guida
Il problema non è solo quindi di tipo fiscale o contributivo. Ciò che manca sono veri e propri codici di condotta, linee guida che rendano chiara e ben definita, entro certi limiti, questa attività di influencer.

