Nuove regole per gli influencer: la pubblicità deve essere riconoscibile

Chiara Ferragni (foto Andrea Raffin / Shutterstock.com)
Le ha stabilite l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha imposto nuove regole per disciplinare il lavoro degli influencer
Il caso di cronaca Ferragni-Balocco, che è costato all’influencer e imprenditrice digitale milanese Chiara Ferragni, una multa da oltre un milione di euro e all’azienda dolciaria piemontese di 420mila euro per pratica commerciale scorretta ha fatto molto discutere. Per risolvere la situazione e riparare al danno di immagine e reputazione, non è bastato un assegno da un milione di euro versato dalla famosa influencer all’Ospedale Pediatrico Regina Margherita di Torino. Questa vicenda ha spinto l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) a impostare nuove regole per disciplinare il lavoro degli influencer. Sono state infatti approvate all’unanimità le Linee guida, che i grandi personaggi dei social media dovranno seguire nell’applicare il ‘Testo unico sui servizi di media audiovisivi’.
La regolamentazione più stringente è motivata dalla notevole responsabilità editoriale che questi influencer hanno nei confronti degli utenti a cui si rivolgono e comunicano.
Cosa cambia in concreto?
Prima di tutto, davanti a contenuti con inserimento di prodotti, gli influencer con oltre un milione di follower e un engagement rate medio pari o superiore al 2% dovranno obbligatoriamente riportare una scritta che evidenzi la natura pubblicitaria del contenuto e che dovrà essere “prontamente e immediatamente riconoscibile”. Niente più indicazioni di #adv scritte in piccolo. In caso di violazione, le sanzioni vanno dai 10mila ai 250mila euro.
Stando invece al contenuto dei post, gli imprenditori digitali dovranno tutelare i diritti fondamentali della persona, dei minori e dei valori dello sport. L’Agcom attiverà un meccanismo di richiami e di ordini finalizzati all’adeguamento o alla rimozione dei contenuti con multe fino a 250mila euro e da 30mila a 600mila euro nel caso dei minori. Infine, per chi non ha più di un milione di follower, restano valide le normative già in vigore sulla pubblicità ingannevole e sulle pratiche commerciali scorrette.
Fare comunicazione è una cosa seria
La verità è che fare comunicazione è una cosa seria e forse sarebbe stato più auspicabile che le nuove Linee guida tracciate da Agcom, valessero per tutti gli influencer e non solo per chi superato il milione. Ancora più corretto sarebbe se questi canali di comunicazione si sottoponessero al Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale (www.iap.it) che recita all’art.1: “La comunicazione commerciale deve essere onesta, veritiera e corretta. Essa deve evitare tutto ciò che possa screditarla”. Regole a cui realtà come Publimedia Italia sottostanno e le fanno valere da sempre, effettuando anche un controllo su quanto viene veicolato dai propri gestiti.
Come diceva Marshall McLuhan, il padre del marketing, “il mezzo è il messaggio”; quindi… media seri fanno prodotti seri.

