Il neuromarketing ci dice che la Radio stravince soprattutto quando nel mix di comunicazione esce prima

“La radio si conferma vincente”
Durante il suo intervento alla seconda giornata del Milano Marketing Festival 2023, organizzato da Campus, Class Agorà, Class Cnbc e ItaliaOggi, Vincenzo Russo, professore di Psicologia dei consumi e neuromarketing e Coordinatore del Centro di Ricerca di Neuromarketing “Behavior and Brain Lab” all’Università IULM di Milano ha dichiarato come sia assolutamente indispensabile ed efficace il mezzo della radio nelle attività di comunicazione crossmediale.
“La memorizzazione di uno spot radiofonico vince su tutti, soprattutto quando è stato realizzato in maniera immaginifica, perché costringe il cervello a costruire un’immagine – spiega Russo – Inoltre, il coinvolgimento emotivo è molto più alto quando lo spot radiofonico è mandato in onda prima di quelli su tv e web. Chi ha sentito lo spot prima alla radio, guarda il banner in maniera diversa e si concentra sui contenuti più importanti. Al contrario, chi ha visto lo spot prima in tv o sul web tende a concentrarsi sugli elementi superficiali”.
L’importanza delle strategie comunicative da adottare
È molto importante, quindi, per le aziende studiare bene quali strategie comunicative adottare per la propria attività. “Stiamo testando gli storyboard animatic (una simulazione del processo di ripresa e montaggio di un filmato, ndr), indicando i più efficaci, quelli che funzionano meglio. Una volta identificati, i creativi possono tornare a fare lo storyboard definitivo in base ai risultati da noi forniti” prosegue Russo. L’indagine condotta dal professore si basa, in sostanza, sull’analisi del neuromarketing, disciplina che permetterebbe di misurare l’efficacia della comunicazione e del marketing attraverso l’analisi diretta delle emozioni e dei processi alla base delle decisioni di acquisto, crescendo d’importanza tra le grandi aziende e le PMI. Un nuovo universo confermato dall’aumento della quota di investimento da parte delle aziende, passata dall’1,5% del 2015 all’attuale 4%.
Cos’è il neuromarketing
Il neuromarketing si fonda quindi sulla capacità di misurare le emozioni e i comportamenti del cliente o consumatore e di conseguenza sulla abilità finale dell’azienda di riuscire a persuadere all’acquisto del prodotto. “Con il neuromarketing si evidenzia il gap tra comportamento dichiarato e comportamento effettivo del consumatore e uno dei comparti in cui non si può prescindere da questo è il cibo, ad esempio. Spesso si sceglie un prodotto alimentare per emozione o per errore. Ma anche perché ha un packaging accattivante o è un prodotto che ricordo perché l’ho visto in pubblicità” conclude Russo.

