Tripadvisor multato per 500.000 euro dall’Antitrust

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Accusato di aver enfatizzato recensioni piuttosto che altre

Ancora problemi per i colossi del web, infatti l’Antitrust ha multato il colosso il cui sito raccoglie milioni di recensioni di viaggi, compresi ristoranti e strutture ricettive, accusato di aver fornito informazioni non corrette per i consumatori, infatti nela nota emanata dall’Antitrust si può leggere:

Con questo provvedimento, l’Antitrust ha vietato la diffusione e la continuazione di una pratica commerciale consistente nella diffusione di informazioni ingannevoli sulle fonti delle recensioni, pubblicate sulla banca dati telematica degli operatori, adottando strumenti e procedure di controllo inadeguati a contrastare il fenomeno delle false recensioni

.
Dal canto suo l’azienda conferma che i controlli sulle false recensioni vengono contrastate con forza ed in un comunicato stampa si legge:

«Stiamo rivedendo il provvedimento dell’Antitrust, ma da un esame preliminare della decisione riteniamo che non sia ragionevole, siamo fortemente in disaccordo con il suo contenuto e faremo appello». «Crediamo fermamente che il nostro sito rappresenti una forza positiva, sia per i consumatori sia per l’industria dell’ospitalità» dice Tripadvisor in un comunicato. «Combattiamo le frodi con forza – spiega – e abbiamo molta fiducia nei nostri sistemi e processi. Da un primo esame riteniamo che le conclusioni dell’Antitrust siano ingiustificate e non in linea con la realtà commerciale e non solo quella di società che si occupano di «contenuti generati dagli utenti» ma di qualunque società in qualunque settore».
«La politica di tolleranza zero dell’Antitrust – continua – significa che ci avrebbero condannato anche se solo una recensione su un milione fosse stata considerata non accurata. È stato adottato uno standard che non è realistico per nessuno modello di business. Si dovrebbe giungere alle stesse conclusioni contro una banca che utilizza la parola «sicuro» o «protetto» perché 1 cliente su 200 milioni ha subito un tentativo di frode sulla sua carta di credito. O contro una società di sicurezza di internet che utilizza termini simili perché lo 0.0000005% dei suoi clienti ha preso un virus sul suo computer».

Fonti:
Corriere della Sera
Il Sole 24 Ore
Repubblica
La stampa